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Amt, Piciocchi accusa la Giunta: «Sindaci esclusi dalla commissione sui tagli»

Il capogruppo di Vince Genova contesta la mancata audizione degli amministratori locali. Almeno 19 Comuni hanno formalmente respinto il piano per il servizio extraurbano; proteste e richieste di modifica sono arrivate anche da altre zone dell’entroterra

I sindaci dei Comuni interessati dalla riorganizzazione del servizio extraurbano di Amt non potranno intervenire alla commissione consiliare convocata per giovedì 10 settembre a Palazzo Tursi. A denunciarlo è Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova in Consiglio comunale, attraverso un intervento pubblicato sui social.

La seduta è stata richiesta dall’opposizione per discutere il piano dell’Azienda mobilità e trasporti e, in particolare, la prevista riduzione delle percorrenze. Secondo Pietro Piciocchi, i gruppi di minoranza avevano domandato di ascoltare direttamente i sindaci dei territori maggiormente penalizzati, ma la partecipazione sarebbe stata negata.

Il consigliere critica la motivazione secondo la quale gli amministratori locali sarebbero già rappresentati dalla Città metropolitana, guidata dalla sindaca Silvia Salis. Una spiegazione che Pietro Piciocchi considera insufficiente, soprattutto perché diversi primi cittadini, anche appartenenti all’area del centrosinistra, hanno contestato pubblicamente le proposte formulate per riportare in equilibrio i conti dell’azienda.

I 19 Comuni della protesta congiunta

Il fronte più chiaramente documentato comprende 19 amministrazioni che hanno assunto una posizione pubblica contraria al piano.

In Alta Valpolcevera hanno protestato Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese e Serra Riccò.

Nelle valli Stura e Orba la contestazione ha coinvolto Campo Ligure, Masone, Rossiglione, Tiglieto e Urbe. Quest’ultimo Comune appartiene alla provincia di Savona e non alla Città metropolitana di Genova, ma condivide una parte dei collegamenti e delle problematiche del bacino extraurbano.

La presa di posizione della Valle Scrivia è stata sottoscritta da Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia.

In totale sono dunque 19 i Comuni che hanno aderito alle iniziative congiunte più esplicite contro la riorganizzazione, chiedendo di rivedere sia i tagli alle corse sia l’aumento dei contributi richiesti agli enti locali.

Le contestazioni arrivate da altri territori

Alle proteste coordinate si sono aggiunte le osservazioni provenienti da altri Comuni. Il sindaco di Bogliasco ha chiesto più tempo per esaminare la proposta, mentre da Santo Stefano d’Aveto è arrivata una dura critica davanti all’ipotesi di una riduzione del servizio quantificata intorno al 33%.

Preoccupazioni collettive sono state manifestate anche dagli amministratori della Val Trebbia, dell’alta Val Bisagno e della Val Fontanabuona. In quest’ultima zona la mobilitazione si è concentrata soprattutto sulla linea 715, considerata un collegamento indispensabile con Genova.

Le contestazioni non riguardano soltanto il numero delle corse. I sindaci lamentano il rischio di isolare frazioni e piccoli centri nei quali non esistono valide alternative al trasporto pubblico. Le conseguenze ricadrebbero soprattutto su studenti, anziani, lavoratori e persone che devono raggiungere ospedali, ambulatori e uffici situati a Genova o nei centri principali.

A preoccupare è inoltre la richiesta di maggiori contributi comunali. Per le amministrazioni con bilanci ridotti, l’aumento della compartecipazione potrebbe risultare difficile da sostenere senza sottrarre risorse ad altri servizi. Anche i tempi della consultazione, avviata a ridosso dell’apertura delle scuole, sono stati giudicati troppo stretti.

Dopo la mobilitazione dei territori, l’introduzione dei tagli inizialmente prospettati è stata rallentata e sono stati annunciati nuovi confronti. Resta tuttavia aperto il problema strutturale dei conti di Amt e della futura organizzazione del servizio extraurbano.

È proprio su questo punto che si concentra l’attacco politico di Pietro Piciocchi: impedire ai sindaci di parlare durante la commissione, sostiene il capogruppo di Vince Genova, significa privare il Consiglio comunale delle testimonianze di chi conosce direttamente le necessità delle vallate. La seduta si preannuncia quindi particolarmente accesa, anche perché il confronto sul piano Amt si intreccia ormai con le tensioni politiche interne al centrosinistra metropolitano.


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